Archivio di giugno 2008

Beni di produzione

venerdì, 27 giugno 2008

Sono quei beni che servono a produrre altri beni, che a loro volta possono essere sia beni di produzione, sia alla fine del ciclo, beni di consumo che non entrano più nel processo produttivo. Per meglio capire questo concetto va detto che per produzione in senso economico si intende qualsiasi operazione che trasforma una merce sia tecnicamente, sia nel modo che nel tempo o nello spazio. Sono beni di produzione quelli il cui uso è destinato a produrre altri beni, ed è perciò inesatto dire che esistono certi tipi di bene che sono beni di produzione per la loro specifica natura. Tutti i beni possono essere teoricamente beni di produzione proprio in ragione del loro uso.

Una distinzione che invece è importante introdurre e sottolineare è quella tra beni o mezzi di produzione che non sono a loro volta dei prodotti ma che esistono in natura e partecipano come mezzi di produzione in ogni processo produttivo (come la terra, lo spazio, i giacimenti minerari ecc) e i beni di produzione che sono invece il risultato di un processo produttivo. Questi ultimi si chiamano anche beni strumentali. Il lavoro umano che partecipa anch’esso a ogni processo produttivo è un particolare bene di produzione la cui produzione e riproduzione segue modalità molto più complesse.

Nel processo storico di sviluppo della società umana i mezzi di produzione hanno subito le modificazioni più grandiose, trasformandosi da strumenti semplici, come l’aratro, in strumenti complessi come le macchine utensili di vario tipo sino al calcolatore. La struttura stessa del sistema capitalistico ha fatto si che fenomeni più complessi, come la stessa organizzazione del lavoro, divenissero essi stessi dei particolari mezzi di produzione indispensabili al processo produttivo.

Beni materiali mobili immobili fungibili divisibili indivisibili consumabili

venerdì, 27 giugno 2008

Parola con la quale si designano in genere le cose che possono essere oggetto di rapporti giuridici. Si tratta in generale delle cose dotate della caratteristica dell’utilità e dell’assoggettabilità al potere dell’uomo. Sono considerati tradizionalmente beni anche le energie naturali dotate di utilità economica (per esempio l’energia elettrica). Dei beni si usano fare numerose distinzioni, tutte di un certo rilievo giuridico. Cinque sono le più importanti:

1. Beni materiali e beni immateriali: fra i primi tutte le cose e le energie percepibili con i sensi, fra i secondi per esempio i brevetti, i marchi, i diritti d’autore e anche l’avviamento commerciale.
2. Beni immobili e beni mobili: fra i primi il suolo e tutto quanto vi è incorporato o unito, fra gli altri tutte le altre cose.
3. Beni fungibili e beni infungibili: fra i primi tutti quegli oggetti del rapporto giuridico che vi si trovano definiti nel loro genere, di modo che ogni specie di quel genere soddisfi le condizioni previste dal rapporto (per esempio un quintale di grano, cioè un qualunque quintale di qualunque grano), fra i secondi quelli che nel rapporto sono definiti nella loro specie (per esempio quel sacco di grano e proprio e solo quello).
4. Beni divisibili e beni indivisibili: benché ovviamente ogni cosa sia per sua natura fisica divisibile, si considerano “indivisibili” ai fini del diritto quei beni che qualora fisicamente divisi, perdono in tutto i in parte la loro utilità originaria (per esempio un diamante, o anche un animale vivo ecc).
5. Beni consumabili e beni inconsumabili: benché ovviamente per sua natura ogni cosa è consumabile, si considerano ai fini del diritto beni in consumabili quei soggetti a un’utilizzazione ripetuta (per esempio l’automobile), mentre si considerano consumabili quelli che alla prima utilizzazione periscono o perdono del tutto la loro utilità (per esempio il pane alimentare).